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CONCLUSIONI/RACCOMANDAZIONI
Dopo i primi dieci anni di attuazione del regolamento comunitario, lo strumento Ecolabel sta entrando ora in una fase di maturità. Tale processo graduale di affermazione, piuttosto lungo se rapportato agli strumenti legislativi tradizionali, è però del tutto fisiologico se si considera la natura volontaria di questo strumento di politica ambientale. Lo schema, non dimentichiamolo, utilizza le dinamiche della domanda e dell’offerta di mercato per promuovere il consumo sostenibile. La sua efficacia dipende dunque dalla capacità delle parti interessate – semplificando: produttori e consumatori - di innescare quel circolo virtuoso capace di premiare al contempo le ragioni dell’ambiente e quelle dell’economia. Va comunque rilevato quanto sia ancora estremamente importante che iniziative mirate alla diffusione della conoscenza del marchio da parte del consumatore vengano portate avanti dalle istituzioni comunitarie e dagli Stati Membri.
Con l’adozione della categoria delle ‘coperture dure per pavimenti’ si è voluta ribadire a livello europeo l’importanza di un settore - quale quello dell’edilizia - rispetto al consumo delle risorse e, più in generale, alla salvaguardia dell’ambiente. Dal punto di vista strategico, un ruolo attivo del settore ceramico italiano nel conseguimento dell’Ecolabel permetterebbe di operare un collegamento forte con i programmi di costruzione sostenibile (sia a livello nazionale che internazionale). Inoltre, consentirebbe alla piastrella italiana eco-certificata di accedere all’importante mercato degli appalti pubblici che aderiscono alle iniziative di ecoprocurement. Un fenomeno in rapida espansione, soprattutto nel nord Europa, ma che comincia a farsi strada in molti altri paesi.


<8/8
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