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IL CONTESTO
In termini di consumo di risorse e produzione di rifiuti, il comparto edilizio rappresenta uno dei settori dell’economia a impatto più elevato. È dunque imperativo che la costruzione sostenibile venga inscritta tra i temi di maggior rilievo nel dibattito sullo sviluppo sostenibile.

Gli edifici contribuiscono in misura massiccia alle emissioni di gas a effetto serra sia in fase di costruzione, ma soprattutto in termini di bolletta energetica per il loro uso e mantenimento. La progettazione di edifici e città gioca quindi un ruolo importante nell’attenuazione dei fenomeni legati al cambiamento del clima. Di converso, la progettazione urbanistica deve sapersi adattare all’impatto di tali fenomeni, anche qualora dovessero implicare condizioni climatiche estreme. Una corretta interazione tra edificio e ambiente - per esempio, tramite l’uso appropriato di elementi come la luce naturale e la ventilazione - consente di ridurre considerevolmente il consumo energetico.
Si definisce costruzione sostenibile un edificio o infrastruttura con un impatto minimo sull’ambiente - edificato e naturale - in cui si trova. Per valutare tale impatto si considera la costruzione stessa, il suo circondario, ma anche il più vasto quadro regionale e globale. Viene inoltre esaminato l’intero ciclo di vita di un edificio, valutandone le qualità ambientali e funzionali così come i valori futuri. Per costruire in modo sostenibile vanno accettate alcune regole di base: (a) minimizzare il consumo di risorse non rinnovabili; (b) contribuire al rafforzamento dell’ambiente naturale; (c) eliminare o minimizzare la messa in circolo di sostanze tossiche.


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