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DISTRETTO CERAMICO: CONDIVIDERE L'INNOVAZIONE
Sempre più spesso il vero ostacolo all'innovazione non è costituito da una carenza di nuove conoscenze, ma da fattori esterni al processo di trasferimento di tecnologia. Per le imprese, la gestione del sovraccarico di informazioni, l'accettazione sociale delle nuove tecnologie, le problematiche ambientali e la logistica che accompagna l'introduzione del cambiamento, costituiscono spesso una sfida di gran lunga più impegnativa che le stesse tecnologie di base.

L'importanza di scambiare conoscenze e il bisogno di trovare soluzioni basate sulla cooperazione e il consenso, stanno diventando sempre più evidenti. Lo stesso concetto di ‘sviluppo sostenibile’, fattore decisivo per il raggiungimento del progresso economico e sociale a lungo termine, si basa sul principio dell'emergenza di consenso. Le imprese si stanno accorgendo gradualmente dei vantaggi derivanti dall'integrare nel processo di innovazione tutti i soggetti portatori di interessi. L'idea di ‘cittadinanza delle imprese’ è già ampiamente riconosciuta tra le grandi multinazionali. In anticipo su questa tendenza, il distretto ceramico di Sassuolo-Scandiano si è mosso come ‘un tutto organico’ sia per fronteggiare – sin dagli anni ’70 – le emergenze ambientali, sia – più recentemente – per accrescere, al contempo, la qualità della vita e la capacità di competere.

Nel percorso per conseguire tali obiettivi, le attività di ricerca hanno svolto un ruolo-chiave diretto e indiretto.

Diretto: fornendo le risposte tecnologiche appropriate per rispondere agli ingenti problemi (ambientali e sociali) che, comprensibilmente, caratterizzavano un’area fortemente antropizzata e industrializzata.

Indiretto: contribuendo alla formazione di un network in grado di sostenere l'intero sistema ceramico, proprio attraverso un processo di individuazione delle priorità e di confronto e condivisione dei risultati della ricerca, utili a livello dell’intera comunità.

Al lavoro svolto in tale direzione all'interno dei laboratori delle singole aziende, si è dunque affiancato l'impegno congiunto di organi ed enti, quali il Centro Ceramico di Bologna (collegato all'Università di Bologna e all'Università di Modena e Reggio Emilia) e la stretta collaborazione con gli enti di ricerca nazionali (CNR ed ENEA).

Nell’ultimo decennio la ricerca si è concentrata sullo sviluppo di strumenti di gestione ‘tagliati su misura’ per le caratteristiche e le esigenze di imprese del tipo e delle dimensioni delle industrie ceramiche italiane. Si tratta di linee-guida per la progettazione e lo sviluppo di sistemi di gestione ambientale, di metodi di valutazione del ciclo di vita dei prodotti, ecc: tutti strumenti in linea con le direttive e i regolamenti emanati dalla Commissione Europea verso l’obiettivo dello sviluppo sostenibile, da perseguire promuovendo la ‘competitività ambientale’ secondo le linee politiche nel V° e, ora, VI° Programma di Azione Ambientale.”



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