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IPPC: LO STRUMENTO
La Direttiva Comunitaria sulla “Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento”, INTEGRATED POLLUTION PREVENTION CONTROL (IPPC), adottata nel 1996, rappresenta un elemento molto innovativo all’interno della politica ambientale europea. Tale direttiva, infatti, ha sancito il passaggio da un sistema ambientale autorizzativo, suddiviso per matrici (acqua, aria, suolo, rifiuti,…) a una visione integrata e sistemica di controllo dell’inquinamento.

Secondo questo approccio, si privilegia la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali. L’abbattimento dei livelli delle emissioni aziendali si basa sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (BEST AVAILABLE TECHNIQUES - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e la progressiva adozione di tecnologie a minor impatto ambientale. Altro elemento di rilievo è il diritto del pubblico a essere informato in merito all’impatto delle attività industriali. La direttiva, inoltre, permette di rendere omogenee le autorizzazioni ambientali degli impianti ad alto potenziale di inquinamento.

La Direttiva IPPC si inserisce - in Italia, come in altri paesi europei - in un momento importante di riorganizzazione delle competenze ambientali (delegate sempre più a livello regionale e provinciale) e di tendenza verso la semplificazione amministrativa e autorizzativa.


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