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Giga Joule (GJ):  unità di misura del lavoro o dell’energia nel sistema MKS. Una forza di 1 Newton compie il lavoro di un Joule quando sposta il suo punto di applicazione di 1 m nella direzione della forza, cioè 1 Joule = 1 Newton x m. 1 Giga Joule (GJ) = 1.000.000.000 Joule.
grès porcellanato: piastrelle ottenute per pressatura, con porosità totale molto bassa, costituite da un impasto chiaro che può essere anche uniformemente colorato o variegato per mezzo di miscele di polveri e granuli di diverse dimensioni e colori. La composizione dell’impasto è molto simile a quella di un grès chiaro ma le materie prime sono selezionate in modo da contenere al minimo la percentuale di ossido di ferro. L’impasto è pressato, con carichi specifici superiori del 50% rispetto al grès chiaro smaltato. La cottura è condotta con cicli inferiori a un'ora, a temperature intorno a 1200°C. Le piastrelle possono essere anche lucidate, prima o dopo la posa in opera, in modo da esaltarne le qualità estetiche. È resistente al gelo, agli acidi e alle basi e ha un’elevata resistenza meccanica.
LCA:  Il termine LCA (Life Cycle Assessment), del quale si fa ormai largo uso, nacque durante il congresso SETAC (Society of Environmental Toxicology and Chemistry) del 1990 (Vermont-USA), per meglio caratterizzare le analisi svolte sino ad allora sotto il nome di REPA. In base alla definizione fornita dalla SETAC (1993) la Life Cycle Assessment, o "Valutazione del Ciclo di Vita", è un procedimento oggettivo di valutazione dei carichi energetici ed ambientali relativi ad un prodotto, processo o attività. Vedi scheda: LCA.
materie feldspatiche:  materie prime ampiamente diffuse sulla crosta terrestre e non a rischio di esaurimento, derivanti dalla decomposizione di rocce - quali il porfido quarzifero, il granito, la sienite, lo gneiss - ricche di minerali, che costituiscono l’argilla. Esse determinano il processo di formazione vetrosa che assicura l’elevata compattezza del prodotto ceramico.
monocottura: processo in cui lo smalto e l’argilla vengono cotti allo stesso tempo. Prima dello sviluppo della m. negli anni ottanta, il metodo largamente utilizzato anche in Italia era la bicottura. La nuova tecnologia ha permesso la creazione di un prodotto molto più sottile, riducendo i costi di produzione e di trasporto. La piastrella in m. è anche più resistente e può essere utilizzata su pavimenti commerciali sottoposti ad alta intensità di traffico.
mSv/anno: le disposizioni normative per ridurre il rischio di radiazioni ionizzanti fissano precisi limiti di dose che vengono, appunto, espressi in milliSv/anno (o mSv/anno). La legislazione italiana prende in considerazione i rischi da esposizione al Radon soltanto per quanto concerne i luoghi di lavoro (D. Lgs 230/95), mentre per quanto riguarda le abitazioni, si può fare riferimento alle raccomandazioni della Comunità Europea. In ogni caso, tutte le normative fissano dei ‘valori raccomandati’ ossia dei valori di concentrazione del radon sopra i quali si dovrebbero prendere delle precauzioni per ridurre tali valori. Sotto i ‘valori raccomandati’ la situazione viene considerata accettabile. (Fonte: www.italprotezione.it/leggi.htm)
ponte termico: elemento non isolante che provoca una rapida dispersione di calore da un materiale a un altro. I p.t. si verificano in presenza di discontinuità, giunture, connessioni, e sono causa di inefficienze, sprechi energetici, fenomeni di condensa proprio per la repentina variazione localizzata delle temperature.
radiazioni gamma: non hanno natura corpuscolare, ma sono radiazioni elettromagnetiche il cui potere penetrante è di gran lunga maggiore delle altre radiazioni. Quando un nucleo emette una particella, si scinde in due frammenti, l’uno rappresentato dalle α (alfa) dalle ß (beta), il secondo da ciò che rimane del nucleo originario (tale emissione è detta disintegrazione, decadimento o trasmutazione). A seguito dell’emissione di radiazioni α e ß, il nucleo si porta in uno stato eccitato e nel ritornare allo stato fondamentale emette la radiazione γ (gamma): si ha così l’assestamento del nuovo nucleo che comporta un abbassamento di energia potenziale nucleare. L’emissione spontanea di radiazioni γ, come ogni decadimento spontaneo (naturale o artificiale), è un processo esoenergetico.
radiazioni ionizzanti: le radiazioni ionizzanti sono delle particelle e delle onde elettromagnetiche dotate di potere altamente penetrante nella materia. Ciò permette alle radiazioni di far saltare da un atomo all'altro gli elettroni che incontrano nel loro percorso. In tal modo gli atomi, urtati dalle radiazioni, perdono la loro neutralità (che consiste nell'avere un uguale numero di protoni e di elettroni) e si caricano elettricamente, ionizzandosi.
La ionizzazione può causare negli organismi viventi fenomeni chimici che portano a lesioni osservabili sia a livello cellulare che dell'intero organismo. Si parla di danni somatici quando le radiazioni danneggiano le strutture cellulari ed extracellulari e di danni genetici quando provocano alterazioni nella costituzione dei geni. Le sostanze radioattive in natura sono una decina e sono costituite da nuclidi di numero atomico maggiore di 82 (piombo) e minore o uguale a 92 (uranio). Quelle artificiali sono invece molte di più, costituite da radioelementi con numero atomico uguale o maggiore di 93 (transuranici) e da isotopi artificiali di elementi stabili (radioisotopi). Per le implicazioni in edilizia, vedi la scheda dedicata al Radon.
[Fonte: http://www.prismanet.com/barsanti/scienze/radiazioni.html]
sabbie quarzifere: materie prime ampiamente utilizzate nell’industria ceramica, assolvono alla funzione strutturale, limitando le variazioni dimensionali in cottura dovute al contenuto in argilla dell'impasto. Queste sabbie, il cui valore è determinato dal loro grado di purezza e di finezza, sono diffuse nei cinque continenti e sono presenti in tutti i paesi europei.
silicati di zirconio:  derivati da sabbie zirconifere, vengono utilizzati dall’industria ceramica per dare opacità e bianchezza agli smalti, per dare bianchezza al grès porcellanato o nelle masse ceramiche.
sostenibilità: tra le definizioni di s. quella del Rapporto Brundtland (più volte riportata all’interno del sito) ha generato varie nuove declinazioni. Secondo Guy Dauncey, editore di EcoNews, per esempio: "La sostenibilità è una condizione dell’esistenza che consente alla generazione presente (della specie umana e di altre specie) di godere del benessere sociale, di un’economia vitale e di un ambiente sano, (…) senza compromettere la capacità delle generazioni future (umane e non) di beneficiarne in eguale misura.” Per un approfondimento di tale concetto, vedi anche le schede: consumo_S, costruzione_S, città_S, ecoprocurement, all’interno del macro-concetto Sustainability is now.
Total Quality Environmental Management (TQEM): integrazione degli obiettivi ambientali all’interno delle pratiche essenziali di business attraverso un sistema di gestione della qualità basato sull’identificazione delle cause e delle soluzioni per risolvere i problemi.
Grazie a una costante revisione di tali pratiche, inoltre, si persegue il miglioramento continuo di prodotti e processi.
Secondo il 'TQEM Primer' del GEMI, quattro sono gli elementi chiave del TQEM:
  1. Identificazione del cliente: nel TQEM, la qualità ambientale è determinata dalle preferenze del cliente. Compratori, comunità locali, gruppi ambientalisti e grande pubblico sono considerati ‘clienti esterni’, mentre impiegati e maestranze rappresentano i ‘clienti interni’ di un’impresa.
  2. Miglioramento continuo: dirigenti e impiegati di un’azienda debbono lavorare sistematicamente per migliorare la performance ambientale. Il coinvolgimento di tutti è determinante per il successo nell’applicazione del TQEM.
  3. Agire correttamente sin dal principio: l’eliminazione dei rischi ambientali (attraverso la prevenzione) è parte fondativa delle pratiche di TQEM. Gli impiegati sono dunque chiamati a identificare e a eliminare ogni possibile problema ambientale.
  4. Approccio sistemico: è importante concepire le varie componenti del TQEM in modo integrato per garantirne il corretto funzionamento e il mutuo supporto nel perseguire gli obiettivi desiderati.
vetrificazione: fusione parziale progressiva di un impasto ceramico, argilla, feldspato, smalto, ecc. provocata dall’aumento di temperatura durante il processo di cottura. Con il procedere della v., la quantità di fase vetrosa aumenta e la porosità apparente del materiale diminuisce. Un corpo ceramico è totalmente vetrificato se il vetro riempie tutti i pori fra i grani cementandoli fra loro. Le variabili più importanti nei processi di vetrificazione sono la distribuzione dimensionale iniziale delle particelle, la viscosità della fase vetrosa e, in misura minore, la tensione superficiale. Il termine v. viene sostituito, talvolta, con ‘greificazione’ che indica però una vetrificazione non molto spinta, come può essere quella del grès rispetto alla porcellana.
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